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Storia e critica della televisione

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Television History and Criticism

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Anno accademico 2018/2019

Codice dell'attività didattica
LET0266
Docente
Paola Pallavicini (Titolare del corso)
Corso di studi
laurea magistrale in Comunicazione e Culture dei media
Anno
1° anno
Tipologia
Caratterizzante
Crediti/Valenza
6
SSD dell'attività didattica
L-ART/06 - cinema, fotografia e televisione
Modalità di erogazione
Tradizionale
Lingua di insegnamento
Italiano
Modalità di frequenza
Facoltativa
Tipologia d'esame
Orale
Prerequisiti

Il corso si propone come un approfondimento sul medium televisivo nella prospettiva propria della Storia dei Media. Le/gli studenti che non abbiano mai seguito corsi di Storia dei Media possono segnalarlo alla docente, che calibrerà sulle loro esigenze il lavoro d'aula, fornendo - nel caso ciò si riveli necessario - indicazioni bibliografiche di approfondimento.

English text being updated

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Sommario del corso

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Obiettivi formativi

Attraverso l’analisi del caso del medium televisivo, il corso si propone di offrire alle/agli studenti strumenti teorici e metodologici utili alla comprensione critica delle dinamiche di mutamento che segnano il Sistema dei Media nel breve, nel medio, e nel lungo periodo.

In particolare, attraverso l’analisi delle dimensioni di storicità che segnano il rapporto tra soggetti sessuati e medium televisivo, il corso intende fornire alla/al professionista che operi nel campo della comunicazione gli elementi per valutare criticamente come i singoli media agiscano nei processi comunicativi, secondo quali dimensioni, e con quali caratteri di specificità in relazione al complesso del Sistema dei Media.

Nel corso delle lezioni, particolare cura sarà dedicata all’analisi delle dinamiche autoriali e istituzionali che strutturano la ricerca scientifica nel campo degli studi di media e comunicazione – e degli studi di televisione in particolare - al fine di preparare il/la futura professionista all’utilizzo critico e autonomo della letteratura scientifica di riferimento.

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Risultati dell'apprendimento attesi

Al termine delle lezioni le/gli studenti:

- saranno in grado di riconoscere le dimensioni di storicità che segnano il rapporto tra soggetti sessuati e media, con particolare riferimento al caso del medium televisivo;

- saranno in grado di orientarsi nel complesso degli studi sul medium televisivo, riconoscendo le diverse tradizioni teoriche e disciplinari in esso presenti, e la specificità del contesto di interlocuzione di ogni singolo autore;

- avranno chiara cognizione delle diverse periodizzazioni della storia della televisione proposte dalle tradizioni interpretative analizzate a lezione, e dei loro fondamenti;

- saranno in grado di interpretare nelle loro componenti essenziali i fenomeni che investono il medium televisivo nel contesto del Sistema dei media attuale, con particolare riferimento ai processi attivati dalla digitalizzazione.

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Modalità di insegnamento

Le lezioni (18 lezioni, 36 ore, 6 CFU) saranno improntate a una intensa interlocuzione con i partecipanti. Tale modalità didattica è volta a sviluppare nelle/negli studenti una disposizione autoriflessiva rispetto al loro sapere pregresso e a sostenere l’integrazione critica ad esso dei contenuti del corso. Lo sviluppo delle singole lezioni appoggerà a slide Powerpoint che, debitamente integrate e ristrutturate sulla base del lavoro svolto in d’aula, verranno messe a disposizione delle/degli studenti frequentanti entro 15 giorni lavorativi dal termine delle lezioni.

La riflessione critica sui testi del programma d’esame sarà parte integrante dello svolgimento del corso.

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Modalità di verifica dell'apprendimento

La verifica dell’apprendimento consiste in un colloquio orale sui temi trattati a lezione e sui testi indicati nel programma d’esame. Lo scopo della verifica è valutare se e quanto la/lo studente abbia migliorato e approfondito il complesso delle sue conoscenze sui temi del corso, integrandole criticamente alle proprie conoscenze pregresse  e affinando la propria autonomia di giudizio.

A questo fine sarà valutata la capacità della/o studente di confrontare criticamente l’impianto complessivo del corso con il pensiero sviluppato, su singoli aspetti di esso, dagli autori dei testi studiati.

In particolare saranno oggetto di valutazione, oltre alla conoscenza puntuale dei contenuti sviluppati dal corso e dai testi d’esame:

- la capacità di riconoscere la struttura argomentativa sottesa allo sviluppo del corso

- la capacità di riconoscere la struttura argomentativa sottesa alla riflessione sviluppata dagli autori dei testi d’esame su aspetti specifici dei temi affrontati durante il corso.

- la capacità di contestualizzare i testi d’esame rispetto all’ambito di interlocuzione del loro autore, e rispetto alla periodizzazione della storia della televisione.

- la qualità dell’espressione orale e il controllo della terminologia di base

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Attività di supporto

Oltre alla normale disponibilità a chiarimenti e approfondimenti sugli argomenti trattati a lezione durante il ricevimento studenti (date on-line), la docente metterà a disposizione delle/degli studenti impegnati nella preparazione dell’esame (frequentanti e non frequentanti) tre incontri di carattere seminariale, della durata di tre ore,  che si terranno indicativamente dieci giorni prima della data di inizio delle singole sessioni di appelli. Le date saranno pubblicate entro la fine di dicembre 2018 nella sezione “Attività” della pagina della docente.

Il corso dispone della pagina Facebook “Storia e Critica della Televisione a.a. 2018-2019 / Università di Torino”.

NB: il sistema di messaggistica della pagina Facebook del corso non è utilizzato dalla docente. Per qualunque comunicazione relativa al corso è necessario fare riferimento alla mail istituzionale.

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Programma

Titolo del corso: Ritorno ai giorni del Twonky: Matrice dei Media e soggetti sessuati nell’età della morte della Televisione.  

             Un televisore, dotato di autonoma soggettività, turba la vita del giovane professore universitario di filosofia Kerry West, in The Twonky, un film di Arch Oboler, prodotto e distribuito negli Stati Uniti nel 1953. In quegli negli stessi anni il governo italiano stipulava con la RAI, allora ancora Radio Audizioni Italiane, la convenzione venticinquennale per l’avvio e la gestione del servizio pubblico di trasmissioni televisive in Italia.

Film senza evidenti pretese autoriali, The Twonky dopo un grandioso insuccesso commerciale, non ha lasciato tracce significative di sé negli studi di storia della Televisione, diventando invece – se prestiamo fede ad Anna McCarty* – un cult per le appassionate e gli appassionati di film fantascientifici di serie B. Ancora oggi privo di distribuzione commerciale su supporto per la visione domestica, The Twonky sopravvive nelle rare repliche televisive offerte dai canali tematici del sistema televisivo statunitense e sul web, nell’unica copia, sgranata e con un pessimo audio - evidente frutto del riversamento on-line della videoregistrazione domestica su cassetta di una vecchia replica televisiva – a oggi disponibile sulla piattaforma YouTube. 

            Disprezzato ai suoi tempi da pubblico e critica, The Twonky appare oggi un film capace di introdurci all’analisi di aspetti dell’esperienza televisiva che il processo di digitalizzazione del Sistema dei Media ha riattualizzato, e rispetto alla comprensione dei quali la tradizione più consolidata di studi sui media e la comunicazione sembra oggi impotente, in forza e ragione dei suoi fondamenti teorici.

A partire dall’analisi di The Twonky, il corso si propone di affrontare – con gli strumenti teorici e critici della Storia dei Media - una revisione critica della tradizione di studi sulla Televisione, evidenziandone i vincoli interpretativi che impediscono oggi di cogliere la radicalità del processo di riposizionamento del medium televisivo nel Sistema dei Media attuale e i suoi effetti sulla cultura del nostro tempo.

 In particolare, su questo sfondo, il corso affronterà il tema del rapporto tra soggetti sesssuati e medium televisivo, interrogandosi su come i mutamenti registrati dalla tecnologia televisiva nel corso del tempo lo abbiano modificato e su come tali mutamenti si inscrivano in dinamiche di  lungo periodo che investono sia il Sistema dei Media nel suo complesso sia, attraverso di esso, gli equilibri interni alla Matrice dei Media dei soggetti stessi nelle diverse fasi storiche.

Il corso sarà diviso in tre parti.

Nella prima parte del corso il lavoro d’aula si concentrerà sulla analisi critica del campo concettuale che fonda e dà coerenza teorica alla tradizione di studi su media e comunicazione oggi dominante, mostrando il suo debito storico implicito all’emersione, nei paesi industrializzati di metà Novecento, dei sistemi di broadcasting radiotelevisivo analogico.

Nella seconda parte del corso verrà proposta una riconfigurazione di quel campo concettuale - alla luce dei contributi critici di Marshall McLuhan, Peppino Ortoleva, Joan W. Scott, e Bruno Latour - atta a sostenere una diversa prospettiva di analisi che, mutando il quadro d’indagine, permetta di cogliere l’agire storico del medium televisivo nella complessità delle sue articolazioni, dando conto anche delle profonde discontinuità storiche che hanno segnato l’esperienza tele-visiva dei soggetti, e le sue ri-significazioni sociali, tra la fine dell’Ottocento e oggi.

Sulla base del campo concettuale riconfigurato, la terza parte del corso approfondirà l’analisi del rapporto tra soggetti sessuati e tele-visione, con un focus particolare sul concetto di Matrice dei Media e sul suo potenziale euristico.

Argomenti trattati:

- Paradigma della comunicazione di Massa e sapere esperto su comunicazione e media: continuità e rotture tra saperi e esperienza

- Il ruolo della Televisione (di broadcasting analogico) nella genesi storica del Paradigma della comunicazione di massa.

- La Televisione fuor di contenuto: l’esperienza televisiva tra broadcasting radiotelevisivo analogico e digitalizzazione.

- Dalla stranezza allo straniamento: la nascita del broadcasting radiotelevisivo analogico, o dei dolori del giovane professor West.

- Discronie storiografiche: la coeva origine di Televisione e Computer.

- Tecnologie animate: il Twonky tra i fantasmi del determinismo tecnologico e il principio di delega di Latour.

- Dal sesso dei destinatari dei contenuti dei media alla sessuazione dei soggetti che si estendono attraverso i media: genere e tele-visione

- La morte della Televisione e la dissoluzione della realtà condivisa: la scomparsa del sociale nell’età dei social (media)

- La Matrice dei Media: ricognizione su un concetto in costruzione.

 

*Anna McCarty, “From screen to site: Television’s Material Culture, and its Place”, October, vol. 98, 2001

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Testi consigliati e bibliografia

Programma d’esame:

Studenti frequentanti (1+2+3):

1) Il corso (Slide)

2) I 4 testi dell'Elenco A (obbligatori per tutti)

3) 5 articoli dell' Elenco B o, in alternativa, un volume a scelta dall' Elenco C 

 

Studenti non frequentanti (1+2+3):

1) In sostituzione del Corso: Aldo Grasso e Massimo Scaglioni,Che cos’è la televisione. Piccolo schermo fra cultura e società. I generi, l’industria, il pubblico, Garzanti, 2003 (o succ.)

2)  I 4 testi dell'Elenco A (obbligatori per tutti)

3) Un volume a scelta dell'Elenco C

 

Elenco A (Obbligatori per tutti):

  • Marshall McLuhan, Gli strumenti del comunicare, Il Saggiatore, Milano 1967 [SOLO Introduzione e Prima parte à pp.23-84]  o, in alternativa, Peppino Ortoleva, Mediastoria. Mezzi di comunicazione e cambiamento sociale nel mondo contemporaneo, Pratiche Editrice, Parma, 1995 (IIa ed. Il Saggiatore, Milano, 2002) [SOLO INTRODUZIONE e PRIMA PARTE; pp.22-120]
  • Rudolf Arnheim, "Vedere lontano", Intercine, No. 2, Feb. 1935, 71-82, ora in Rudolf Arnheim, Film come arte, Il Saggiatore, Milano, 1960. (ed. USA, "A Forecast of Television", in Rudolf Arnheim, Film as Art, California University Press, Berkeley-Los Angeles ,1957, 188-198)
  • Bruno Latour, "Dove sono le masse mancanti? Sociologia di alcuni oggetti di uso comune" (p.81-119) in Alvise Mattozzi (a cura di), Il senso degli oggetti tecnici, Meltemi, 2006 [Ed. or. "Where are the missing Masses? The Sociology of Few Mundane Artefacts" in W.E. Bijker, J.Law, Shaping Technology/Building Society, MIT Press, 1992]
  • Joan W. Scott, "Il genere. Un'utile categoria di analisi storica", in Paola Di Cori, Altre Storie. La critica femminista alla storia, CLUEB, Bologna, 2000 (p.307-347) [ed.or. "Gender: A Useful Category of Historical Analysis", American Historical Review, a.91, n.5, 1986]

 

Elenco B (5 articoli a scelta; solo studenti frequentanti)

1) S. Alexander, “Some Aspects of Sex Differences in Relation to Marketing”, Journal of Marketing, Vol. 12, No. 2 (Oct., 1947)  https://www.jstor.org/stable/1245355

2) Jacques Aumont, “Un’estetica industriale. (A proposito di Goldrake)”, in Francesco Casetti (a cura di), L’immagine al plurale. Serialità e ripetizione nel cinema e nella televisione, Marsilio Editori, Venezia, 1984 [copia pdf disponibile nella cartella materiali didattici]

3) Umberto Eco, “Tipologia della ripetizione”, in Francesco Casetti (a cura di), L’immagine al plurale. Serialità e ripetizione nel cinema e nella televisione, Marsilio Editori, Venezia, 1984 [copia pdf disponibile nella cartella materiali didattici]

4) Umberto Eco, “Stampa, Tv e Internet. Passato, presente e futuro dei rapporti tra nuovi e vecchi media”, Problemi dell’informazione, Fascicolo 2-3, aprile-novembre 2001 https://www.rivisteweb.it/doi/10.1445/4108 

5) Peppino Ortoleva, “Sintonizzare la nazione. Media e identità nazionale”, Comunicazione politica, Fascicolo 1, aprile 2011 https://www.rivisteweb.it/doi/10.3270/34251

6) Massimo Scaglioni, “(Not so) Complex TV. Framing seriality as a Practice via Contemporary Models of Italian Television Fiction”, Mediascapes journal 6, 2016      https://ojs.uniroma1.it/index.php/mediascapes/article/view/13714  [Open Access]

7) Aldo Grasso, Anna Sfardini, “La televisione trasformista: come cambia la TV nell’età della convergenza”, Sociologia della Comunicazione, a.50, n.2, 2015 Franco Angeli, pp.43-49 [PDF scaricabile tramite la piattaforma TUTTO di UniTo. ATTENZIONE: risorsa accessibile SOLO dai computer delle biblioteche aderenti a BESS (Economia e   Management, Bobbio, Scienze dell'Educazione).]

8) Deborah Jermyn e Sue Holmes, “The Audience is Dead; Long Live the Audience! Interactivity, Telephilia and the Contemporary Television Audience”, Critical Studies in Television, v.1, n.1, 2006   https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.7227/CST.1.1.8 [File PDF accessibile tramite la piattaforma  TUTTO di UniTO da qualunque computer con servizio proxy di Unito attivato]

9) Jerome Bourdon, “Is the end of television coming to the end?” , Journal of European Television History and Culture, vol.7, n.13, 2018       http://ojs.viewjournal.eu/index.php/view/rt/printerFriendly/JETHC144/295 [Open Access]

10) Judy Wajcamn, “Feminist Theories of technologiy”, Cambridge Journal of Eonomics, Vol.34, n.1, 2010. pp.143-152 [File PDF accessibile tramite la piattaforma  TUTTO di UniTO https://academic.oup.com/cje/article/34/1/143/1689542]

11) Giacomo Manzoli, “«Guarire dall'omosessualità». Validazione e valutazione della ricerca nel campo dei Film & Media Studies”, L'avventura, a.1, n.1, 2016  [Copia pdf disponibile nella cartella materiali didattici]

12) Anna Passarini, “ The L Word: rappresentazioni dell’identità e produzione culturale della comunità lesbica statunitense”, in Luca Trappolini (a cura di), Omosapiens n.3. Per una sociologia dell’omosessualità, Carocci Editore, 2008  [Copia pdf disponibile nella cartella materiali didattici]

13) Larry Gross, “What Is Wrong with This Picture?: Lesbian Women and Gay Men on Television”, in R. Jeffrey Ringer, Queer Words, Queer Images: Communication and the Construction of Homosexuality, New York University Press, 1994     https://www.jstor.org/stable/j.ctt9qfw8w.12 [Open Access]

14) Darlene M. Hantzis and Valerie Lehr, “Whose Desire?: Lesbian (Non)Sexuality and Television’s Perpetuation of Hetero/Sexism”, in Jeffrey Ringer, Queer Words, Queer Images: Communication and the Construction of Homosexuality, New York University Press, 1994; pp. 107-121 (15 pages) https://www.jstor.org/stable/j.ctt9qfw8w.10 [Open Access]

 

Elenco C (un volume a scelta):

1) Raymond Williams, Televisione. Tecnologia e forma culturale, Bari De Donato 1981, o Editori Riuniti, Roma, 2000 (ed. or. Television. Technology and Cultural Form, Fontana, London, 1974)

2) Joshua Meyrowitz, Oltre il senso del luogo. Come i media elettronici influenzano il comportamento sociale, Baskerville, Bologna, 1995 (Ed. or. No sense of place. The impact of electronic media on social behavior, Oxford University Press, 1985

3) Elihu Katz e Daniel Dayan, Le grandi cerimonie dei media. La storia in diretta, Baskerville, Bologna, 1993  (Ed. Or. Media Events. The live broadcasting of History, Harvard University Press, 1992

4) Janet Thumim, Inventing Television Culture. Men, women, and the Box, Oxford University Press, 2004

5) Henry Jenkins, Cultura Convergente, Apogeo, Milano, 2009 (o successive) (ed. or. Convergence culture. Where Old and New Media Collide, New York University Press, 2006)

6) Veronica Innocenti e Guglielmo Pescatore, Le nuove forme della serialità televisiva. Storia, linguaggio e temi, Archetipolibri, Bologna, 2008 (o successive)

7) Massimo Scaglioni, Anna Sfardini, MultiTV. L’esperienza televisiva nell’età della convergenza, Carocci Editore, Roma, 2008 ( o successive)

8) Chuck Tryon, Cultura on demand. Distribuzione digitale e futuro dei film. Minimum Fax, Roma, 2017 (ed. or. On-demand Culture. Digital Delivery and the Future of Movies, Rutgers University Press, 2013)

 

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Note

La frequenza alle lezioni è caldamente consigliata.

La registrazione al corso è obbligatoria.

Nel programma d’esame saranno presenti testi in lingua inglese. Gli studenti con seconda lingua diversa dall’inglese possono, se lo desiderano, contattare la docente per concordare testi alternativi, in francese o spagnolo.

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Ultimo aggiornamento: 11/02/2019 10:36
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